Frate Ortensio

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Guardando bene, all’imbrunire,  si scorgono due piedi curati, due gambe nerborute e un  saio,  apparentemente senza carattere,  che svolazza. Chi lo indossa sventola un Bastone. Guardando bene si Vede Frate Ortensio,  che  come tanti allocchi occidentali sembra Salutare il Sole. Scena  già vista,  ormai vezzeggiata da ogni stupido media: popolazioni indigene, orientali, medio-alternativi da I-pod, sorretti da qualche estrema forma di spiritismo salutano il sole, la luna, ma le stelle no. Sono troppe. Grazie a Dio.

Frate Ortensio non apparteneva a nessuno di questi gruppi, non  apparteneva probabilmente nemmeno alla “Casta”  dei frati.  La vita di Ortensio  era bipartita: trascriveva  strani libri e  curava l’orto. Era l’unico Frate che  non pregava. Destinato alla vita monastica fin da fanciullo,  senza alternative, decise di  aderire all’ordine in silenzio, e  in silenzio continuò per anni a convivere con la propria misantropia, trascrivendo e leggendo ogni carta gli capitasse a tiro. La leggenda asserisce che  avesse sviluppato tecniche sovrumane per dormire mentre scriveva. Nessuno gli rivolgeva parola se non il padre superiore, nel perenne tentativo d’integrarlo, come essere umano, nella comunità. Questo per evitare che gli altri lo considerassero un gorilla ascetico.

Ortensio se ne infischiava di tutto e  di tutti,  a prima vista, quando apriva bocca era solo per narrare di come lui avrebbe voluto diventare un Rabdomante Puttaniere, non un  Frate misantropo. Aveva  poche costanti nella  vita: dare la giusta acqua ai ravanelli e sventolare il bastone la sera, tutto il resto era mutismo, lettura e scrittura di pesanti libri. Nessuno  ha mai avuto accesso ai pensieri di Ortensio, soltanto qualche folle ha provato ad espugnare la sua testa e spesso  finiva con una Bastonata.

La vita  di  Ortensio girava sempre piano ma fluida, distaccata  da tutti ma  ben salda in se stessa. La vita di Ortensio  destava  tanta curiosità.  Il prode Egidio, un fratacchione in sovrappeso curioso d’ogni ufficio, una sera delle tante,  mentre il gregge dei Frati  diceva il rosario nel Roseto, seguì Ortensio.

Egidio vide e contò ogni singolo passo di Ortensio,il quale scese e dopo aver guardato il cielo per 40 minuti, aver dato l’acqua giusta ai ravanelli, si mise a  muovere il Bastone a caso, spostando solo aria. Un’attenta osservazione poteva rivelare che in realtà i suoi movimenti  erano solo di due tipi: uno corto e uno lungo.  Dopo un iniziale timore il Curioso si avvicinò  allo Strano e  chiese con tralasciabili parole il motivo  di  tanto odio e distaccamento dalle  persone e dalle preghiere, chiese quale coerenza potesse esserci tra la scelta monastica  e la  misantropia assoluta.

La bocca di Frate Ortensio divenne una fessura e lasciò uscire pochissime parole:

<<Prego, prego tanto

Prego sempre la gente di andarsene

Prego sempre la gente di leggere

Prego sempre la gente di scrivere

Prego la gente di non parlare

E in mezzo a tanto rumore

Parlo con Dio

in Codice Morse.>>

Dopo tornò il silenzio e nessuno mai più domandò.

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