Lo gnomo nasone

Gargamel__s_an_Outcast_by_Guardian_Draca

 

Sanguinava profumo quello gnomo nasone, in piedi sullo sgabello, intento a mescolare il calderone. Venne al mondo gobbo, brutto e rugoso come parecchie cose buone, con un naso che sporgeva tanto da sembrare un trespolo per uccelli. Viveva chiuso tra le pareti di una baita sperduta, viveva pavido mescolando un calderone ribollente, lanciando ingredienti a manciate. Alchimista d’emozioni stava ben distante dall’umanità  e ogni mattina tentava di ricostruirla, nel calderone, odorando l’invisibile. E proprio l’invisibile cercava di vedere dal naso, immenso su quel viso di catrame. Gettando la noia e l’egoismo otteneva la paura, gettando la luce e le tenebre distillava tramonti, da ogni pizzico di malessere una nuvola di ingegno. Ricorderò sempre quando lanciò una pallina di gioia in un oceano di rabbia, la prima volta che respirando sorrise. Forse più banale degli altri alchimisti era instancabile, scavalcava se stesso pur di continuare a mescolare, all’eterna ricerca della Pietra filosofale. Le sue braccia non si fermeranno mai, il suo naso le guida, ma mai troverà il profumo che cerca, quello che sentì gli uomini chiamare Amore, il profumo con la “P” maiuscola.

Mai lo troverà nel calderone.
Per questo ripeto:
sanguinava Profumo quello gnomo nasòne.

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