Tema in Classe

 

 

Oggi facciamo una cosa nuova: pubblichiamo il tema di una Ragazza.

E’ un po’ cresciutella per le scuole superiori, biondissima, si fa chiamare  Laissez-Faire, voci narrano abbia studiato Filosofia in qualche università che “rispolvera le tradizioni”, ma questo non è importante.

Quanto conta è che ha sempre fatto i compiti e ha voluto svolgere anche questo tema, teneramente assegnatole dallo Staff di Nullantropia.

Lo regaliamo alla platea.

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TEMA DI CLASSE

 

Argomento: Regole per conquistare il principe azzurro

Titolo: La pesca al contrario

Svolgimento:

Risaputa è l’inesistenza del principe azzurro, del suo essere azzurro e del suo presunto lignaggio nobiliare. Tuttavia, a pochi è dato il dono di vivere di speranza, di credere negli sguardi e di intendere le passioni.

Si inizia col dire che l’arte della conquista è come la pesca. Serve pazienza. Si getterà l’esca nel lago e, onde evitare particolari lasciati al caso, se ne getteranno molte. Il tempo d’attesa è relativo. Ognuno risponda da sé alla domanda su quanto tempo possa aspettare. Voglio dire, ci sono pescatori che subito si arrendono, dopo pochi minuti; altri aspettano anche due o tre ore; altri, malgrado non abbiamo pescato nulla, tornano il giorno seguente, il mese successivo e avanti così. Ci vuole pazienza, sai?

Allora, per quanto tempo sei disposto ad aspettare che il pesce abbocchi?

Durante la guerra, le donne aspettava anni il ritorno degli amati. Sono tuttavia questi tempi frenetici; si risponderà al più di esser disposti ad aspettare tre o quattro mesi. Del resto di principi non azzurri se ne incontrano molti e dunque non è poi un gran peccato gettar l’amo dell’impresa.

Allora, come si è detto, getteremo le esche e aspetteremo per tre o quattro mesi, se così è il tempo che par essere oggi tanto. Se abboccherà il tuo principe azzurro, allora sarà tuo.

Ma dall’animo delle persone irrequiete sorge ancor prima di ogni azione la domanda: e se non dovesse abboccare?

Mia cara lettrice, non soffra più del dovuto e lasci che le illustri la potenza di chi dei piani ne è l’Autore. In queste circostanze, infatti, la conquista è al par divina.

Si procederà in ugual modo a come Dio opera quando vuole far abboccare un pesce un po’ restio; come direbbe Lui, duro di cuore. Nella sua infinita saggezza, Egli dispone di una tecnica di pesca tutta sua, invero geniale. Dio opera in questo modo con gli uomini: inizia a privare le loro vite di senso, mostrandogli quanto misere e vuote siano; gli toglie l’acqua. Non per cattiveria, certo, ma per mostrargli come l’acqua in cui navigano sia in realtà petrolio; e così operando, li conduce alla vera sorgente. Certo, solo Lui può far questo: è presupposto di un’infinita pazienza svuotare un lago, un mare o un oceano intero; ma Lui può.

Noi faremo similmente; una pesca al contrario, si potrebbe dire. Piegheremo una tal tecnica sublime a quel modo umano di intendere la vita.

Ecco ora la ricetta per te che aspetti una risposta: va’ in ferramenta e compra un secchiello; recati al lago dove nuota il tuo principe e armati di pazienza; inizia a svuotare il lago della sua acqua e continua fino a che il pesce non sarà venuto a galla.

Ora il pesce è tuo. Puoi mangiarlo, metterlo nell’acquario o liberarlo.  Ma qualunque cosa tu faccia, ricordati che hai tra le mani una vita. Non varrà mai meno della tua e né sarà quella solo a salvarti.

 

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